Jazzisti internazionali al Castello di Casapozzano

musica pixabay

Tutto pronto ad Orta di Atella per la Prima edizione del THINK JAZZ WINTER che si aprirà sabato 16 dicembre 2017, ore 21:30, nell’incantevole cornice del Castello di Casapozzano. Ad inaugurare la rassegna sarà un gruppo d’eccezione: il Trio di Claudio Filippini, uno dei migliori pianisti della scena jazz internazionale.

L’evento è ideato e promosso dall’Associazione Think Jazz, la stessa che d’estate organizza il Think Jazz Festival al quale prendono parte musicisti di prestigio mondiale che con le loro note trasformano l’antico borgo di Casapozzano in uno scenario estremamente suggestivo.

Come si diceva ad aprire la prima edizione invernale sarà il Trio di Claudio Filippini, composto da Claudio Filippini al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria.

 Acclamato dalla critica come una delle migliori formazioni degli ultimi anni, il trio si è esibito in molti tra i più importanti festival jazz del mondo tra cuiUmbria Jazz ® (Italia), Auditorium Parco Della Musica (Roma), Bulgari Ginza Tower (Tokyo), Bikaner House (Delhi), Institute Menesez (Goa), Akbank Sanat (Istanbul).

 

Fondato nel 2004 da Claudio Filippini (all’epoca ventunenne), con 3 album all’attivo, il trio presenta un repertorio che spazia dalla libera improvvisazione a brani originali composti dal pianista, fino all’esplorazione e alla rielaborazione dei classici del songbook americano. “In quasi tutte le lingue del mondo – spiega Filippini – si usa lo stesso termine per definire i verbi suonare e giocare. Con Luca e Marcello c’è un’intesa tale che questi due elementi si si fondono perfettamente per la spontaneità con la quale improvvisiamo insieme.

 Il sound del trio è ricco di sfumature e di suggestioni, nel quale ad emergere è la straordinaria armonia tra i musicisti che, accanto alla padronanza indiscussa dei propri strumenti lasciano trasparire quell’anima ludica e leggera che è così raro scorgere in formazioni di questo tipo. La bellezza degli arrangiamenti di Filippini e il tocco inconfondibile del suo pianismo sofisticato fanno di questo trio una “band” senza tempo per l’eleganza e la varietà del repertorio proposto.

 Un duplice lavoro il suo, a cavallo fra tradizione e innovazione: se da un lato si riallaccia ai classici, dall’altro inserisce riferimenti alla musica da camera, all’elettronica e alla psichedelia. Un lavoro mirabile, curato fin nei minimi dettagli eppure dotato di un’immediatezza e di una freschezza restituite appieno da un eccellente interplay tra i musicisti.

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