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Aversa: muore a soli 25 anni giovane barman. Comunità in lutto

Si è spento a soli 25 anni, L.C., barman aversano, mentre era a casa con la sua famiglia.
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Rapina alle Poste, bandito di Villa Literno incastrato grazie al tatuaggio

Un 29enne Villa Literno  è stato incastrato grazie all'impronta lasciata sulla cassaf...
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Carinaro: maxi rissa in discoteca, coinvolto il figlio del boss Schiavone

Ivanhoe SchiavoneUna maxi rissa, che ha coinvolto cinquanta giovani, è scoppiata in piena notte in un locale di Carinaro. Durante la colluttazione Ivanhoe Schiavone, il figlio del boss del clan dei Casalesi Francesco "Sandokan”, ora detenuto al regime del carcere duro, è stato anch'egli colpito.

Diversi i feriti, ma fortunatamente in modo lieve. Il tafferuglio è stato placato con non poche fatiche dai buttafuori del locale, I carabinieri, pur non essendo stata sporta alcuna denuncia, sono venuti comunque a conoscenza dei fatti, poiché la zuffa è stata ripresa da alcuni presenti che hanno effettuato un video con il cellulare. Nella ripresa, che è iniziata immediatamente a circolare, sarebbe inquadrato tra i ragazzi feriti, con il volto tumefatto e un taglio al sopracciglio, anche il quarto figlio di “Sandokan”. Dal video pare si veda che più giovani colpiscono ripetutamente il rampollo di casa Schiavone, mentre  nessuno dei presenti interviene in sua difesa.

Da quanto è emerso dalle indagini solo il giorno dopo coloro che hanno messo le mani addosso a Schiavone jr si sarebbero resi conto di chi fosse, andando nel panico. Tra loro c’è anche il nipote di un camorrista di Marano. La vicenda preoccupa gli inquirenti perché c'è la possibilità che una lite tra giovani alticci si possa trasformare in un regolamento di conti tra camorristi, nonostante Francesco Schiavone sia detenuto al 41bis.

Ivanhoe Schiavone è stato arrestato, processato, assolto e scarcerato nel 2015 dalle accuse di aver fatto parte del clan dei Casalesi insieme al padre. Dal dicembre 2016 non è più sorvegliato di pubblica sicurezza. Al momento, sul caso sono state avviate due inchieste. Un fascicolo è in capo alla procura di Napoli Nord, guidata da Francesco Greco, l’altro in mano alla Dda, dal pool diretto da Luigi Frunzio, sostituti procuratori Vincenzo Ranieri e Fabrizio Vanorio.