Appalti truccati all’ospedale di Caserta. Otto in manette, tra cui l’ex direttore Iovine

DiaQuesta mattina la Direzione investigativa Antimafia ha eseguito tra l’Aversano, il Napoletano e il Casertano, otto ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Gli arrestati sono dirigenti e funzionari della direzione sanitaria dell’ospedale “S. Anna e S. Sebastiano” di Caserta e diversi imprenditori, titolari di importanti aziende nel settore dei servizi sanitari ed ospedalieri.

Dalle indagini avviate nel 2013, che hanno interessano l'unica azienda ospedaliera d'Italia commissariata per infiltrazioni camorristiche, è emerso che l’affidamento e la gestione degli appalti all’interno della struttura sanitaria pubblica sarebbe stata manipolata e diverse gare di appalto per decine di milioni di euro, affidate illecitamente a fronte di tangenti, non sempre consistente in denaro.

Inoltre, sono risultate commesse innumerevoli falsità in atti pubblici per omettere i controlli sul corretto svolgimento dei servizi da parte dalle ditte affidatarie ed eludere le attività investigative in corso senza, osserva il gip, "il benché minimo interesse per la tutela della salute dei pazienti e la tutela degli interessi dell’ospedale di Caserta".

Durante il blitz della Dia di Napoli, arrestato anche il medico-supermanager Carmine Iovine, già direttore della Direzione medica di presidio ospedaliero dell’Azienda sanitaria di Caserta e successivamente dell’Unità operativa complessa Programmazione e Pianificazione Sanitaria dell’azienda sanitaria, cugino del più noto Antonio Iovine, boss dell’omonima fazione del clan dei Casalesi, oggi pentito.

Iovine è accusato di aver pilotato gli affidamenti e influenzato anche i controlli che avrebbero dovuto tenersi periodicamente per verificare il corretto operato delle ditte che lavoravano per l'ospedale. Il cugino dell’ex capoclan avrebbe controllato tutto, dalla gestione della sala mortuaria, alle cartelle cliniche, dal prelievo allo smaltimento dei rifiuti speciali, dalla manutenzione edile alla lavanderia, dalla pulizia degli ambienti fino alla ristorazione e alla mensa.

A Iovine non è stata però contestata l'aggravante del metodo mafioso, poiché, come ha scritto il gip Federica Villano: «ha agito nel suo personale interesse, non per quello dei Casalesi». 

Otto sono finiti in manette, incastrati da video ed intercettazioni. Complessivamente gli indagati sono 24. Per gli altri si procede in stato di libertà in quanto il gip ha respinto la richiesta di arresto. Si tratta di dipendenti dell'ospedale, di imprenditori e di consulenti che rispondono, a vario titolo in concorso, di corruzione, falso in atto pubblico continuato, abuso d'ufficio.