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Economia, in Campania la situazione è ancora critica

Napoli vessuvio

 

La crisi continua a mordere la nostra regione: anche l'ultimo rapporto semestrale sullo stato di salute dell'economia della Campania, redatto come di consueto dagli esperti di Bankitalia, certifica che l'uscita dal tunnel della congiuntura economica negativa è ancora lontana.

Il rapporto Bankitalia sulla Campania

In sintesi, l'analisi di Palazzo Koch delinea un quadro a tinte fosche: ripartenza debole, oscillazioni del Pil troppo contenute e nessun settore in miglioramento netto, con alcuni ambiti che addirittura continuano a sprofondare, come quello dell'edilizia. Proprio le costruzioni, infatti, sono individuate come uno dei comparti in maggior crisi, con i bilanci del 2016 che si sono chiusi con un nuovo calo (dopo il lieve miglioramento del 2015) e una produzione che complessivamente è scesa di 15 punti percentuali.

Il problema dell'edilizia

Anche l'Ance regionale conferma questo stato delle cose, ricordando come ormai è da nove anni che il settore non riesce a ingranare la ripresa: dal momento dello scoppio della crisi, tra il 2007 e il 2008, in Campania sono stati persi oltre 50 mila posti di lavoro nelle costruzioni, con oltre cinquemila imprese costrette a chiudere i battenti. È ancora il report di Bankitalia a segnalare anche alcune cause di questa situazione, indicando tra quelle più "recenti" il rallentamento degli investimenti in opere pubbliche e le difficoltà causate lo scorso anno dall'adeguamento alle nuove norme introdotte dalla riforma del codice degli appalti.

Piccoli segnali di speranza

Tuttavia, anche nell'edilizia c'è qualche piccolo segnale positivo: le aspettative degli imprenditori del comparto, raccolte sempre dalla Banca d'Italia, prevedono una stabilizzazione dei livelli produttivi sia sul versante delle costruzioni private che in quello delle opere pubbliche nel corso già di questo anno. Inoltre, anche la Regione Campania sembra aver avviato un'azione più forte di sostegno al settore, a cominciare dagli investimenti legati ai fondi del programma comunitario 2014-2020, che potrebbero far aprire nuovi cantieri in regione.

Dati confortanti

È forse ancora presto per "cantar vittoria", ma di certo le prospettive future sembrano essere meno tetre; un'ulteriore conferma arriva dai dati sulla richiesta di nuovi mezzi e macchinari necessari alle attività di cantiere, che segnalano per l'appunto un ritrovato dinamismo da parte delle imprese regionali. Tra le tendenze più interessanti, poi, si nota anche l'uso del Web come canale preferenziale per fornirsi degli strumenti adeguati, grazie ai servizi proposti da piattaforme come Giffi Noleggi, specializzata nel noleggio macchine edili, che diventano nuovi partner del proprio business.

I segni più dell'economia campana

A far ben sperare sulle sorti del futuro prossimo della Campania sono anche gli altri indicatori economici evidenziati dal Rapporto 2017 di Bankitalia, e in particolare i segni più che sono stati raggiunti da fattori molto importanti, come l'occupazione generale (crescita del 3,8 per cento rispetto al 2015), i consumi delle famiglie (lieve aumento dello 0,9 per cento su base annua) e l'export, che continua a sostenere la domanda (con un incremento di quasi 3 punti percentuali anche in tutto il 2016) e a rappresentare uno dei fiori all'occhiello della regione, che con specialità come pasta e prodotti caseari conquista anche nuovi Paesi.

Il boom del turismo

L'altro ambito a tinte chiare è quello del turismo, che sta diventando una leva realmente importante per l'economia regionale: nel 2016 il comparto cresce del 12,1 per cento, e nello stesso arco di tempo è stata molto più alta (quasi 12 per cento) anche la spesa dei turisti in regione: secondo Bankitalia, i viaggiatori che hanno scelto la Campania hanno "lasciato" sul territorio circa 1,8 miliardi di euro, una cifra pari al 5 per cento dell'intero dato nazionale.

Ma resta il problema disoccupazione

Chiudiamo con le sonore bocciature messe in risalto dal rapporto, che rappresentano anche i nodi su cui intervenire al più presto: preoccupano infatti l'aumento della disoccupazione complessiva, arrivata al 22,4 per cento nel primo trimestre 2017, e soprattutto l'incidenza della disoccupazione giovanile, che oggi riguarda quasi la metà dei cittadini campani di età tra i 15 e i 24 anni, mentre il dato italiano è vicino al 25 per cento.