Omicidio Paolo Letizia, condannati a 30 anni i killer

Paolo LetiziaMercoledì  22 marzo, i giudici della Corte d’Appello di Napoli hanno confermato la condanna a trent’anni di detenzione, già emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel 2015, nei confronti di Giuseppe Russo e Salvatore Cantiello, esponenti del clan dei casalesi ed autori dell’omicidio di Paolo Letizia.

La vittima, ventenne appartenente ad una famiglia di facoltosi imprenditori, entrò in un giro di amicizie pericolose e fu arrestato nel 1985, con l’accusa di aver fatto parte di una banda di giovanissimi responsabili di molte rapine commesse nell'Aversano. Il ragazzo a causa delle rapine era mal sopportato da Francesco Bidognetti, inoltre, era sospettato di essersi legato ad Antonio Salzillo, nipote del boss Antonio Bardellino, rivale del clan dei casalesi, da loro ucciso in Brasile.
Letizia dopo l'arresto rimase in carcere pochi mesi, collaborando con gli inquirenti. Fu rapito mentre si trovava con un amico, due giovani armati e mascherati lo portarono via, e da allora non se ne sono più avute notizie. Il delitto avvenne quasi 28 anni fa, nel settembre 1989. Da quanto è emerso dalle indagini, il giovane fu sequestrato, torturato, strangolato e poi, schiacciato con un trattore dalla camorra. Il suo corpo non venne mai ritrovato. All’epoca le indagini furono chiuse dopo nove mesi dall’episodio, ma fu la Dda di Napoli a riaprirle nel 2013. Fondamentale, per la riapertura del caso, fu il contributo di diversi pentiti. Cantiello e Russo sono ritenuti dagli inquirenti gli esecutori materiali dell’omicidio mentre i mandanti sarebbero stati, invece, Bidognetti, Walter e Francesco Schiavone.

La scomparsa di Paolo Letizia fu oggetto anche del libro “Nato a Casal di Principe. Una storia in sospeso” scritto dal fratello della vittima Amedeo e da Paola Zabuttini.