Caso Consip: pm, no alla scarcerazione di Alfredo Romeo. L’imprenditore: "Le gare sono tutte truccate"

Alfredo RomeoOggi il tribunale del riesame di Roma si è riservato di decidere sulla richiesta di scarcerazione di Alfredo Romeo, l'imprenditore di Cesa, arrestato il primo marzo scorso per la presunta corruzione del dirigente di Consip, Marco Gasparri.

La procura ha espresso parere negativo alla sua scarcerazione. La decisione dei giudici competenti sulla legittimità delle misure restrittive è attesa entro lunedì 27 marzo. Intanto, l'imprenditore cesano ha puntato il dito contro le cooperative rosse, che a suo dire sarebbero le superfavorite nella gestione dei ricchi appalti di Stato e su un uomo in particolare, Ezio Bigotti, immobiliarista vicino a Denis Verdini.

"Vince sempre lui, è un uomo di Verdini. C’è un cartello permanente", queste le parole di Romeo contenute in un esposto scritto subito dopo l’esclusione della Romeo Gestioni dalla gara per il “Servizio Luce” per la pubblica amministrazione, una commessa da ben 967 milioni divisa in otto lotti, due dei quali inizialmente assegnati allo stesso imprenditore cesano.  Il cartello di cui parla Romeo riguarderebbe il 76% delle gare di Consip, cartello protetto dallo stesso AD della Centrale, Luigi Marroni. Come scrivono i legali di Romeo.

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