Inchiesta Consip. I periti: "A scrivere i pizzini è stato Alfredo Romeo". Al Riesame anche i vecchi processi

Alfredo RomeoPer il perito nominato dalla procura di Roma, che accusa Alfredo Romeo di corruzione e traffico di influenze, in concorso con Tiziano Renzi e l'imprenditore Carlo Russo, i pizzini ritrovati dai carabinieri del Noe in una discarica romana sono stati scritti proprio dall'imprenditore napoletano. Il procuratore Mario Palazzi, titolare del fascicolo Consip, si è rivolto all'esperto di grafologia che ha analizzato quei foglietti di carta utilizzati da Romeo, dopo che aveva intuito delle indagini in corso e di possibili intercettazioni nel suo ufficio.

Secondo il perito anche quello che indica «T.30mila al mese» e  e “5.000 ogni 2 mesi R.C.” è stato scritto dall'imprenditore, attualmente in carcere con l’accusa di aver corrotto un dirigente Consip in cambio di informazioni riservate.

La relazione è stata depositata dai pm di Roma, che indagano sull'appalto Consip da 2,7 miliardi di euro, al Tribunale del Riesame, insieme alle sentenze che raccontano i precedenti giudiziari di Romeo. I pm romani infatti, hanno depositato anche molti altri atti di vecchie vicende giudiziarie dalle quali Romeo è sempre uscito indenne. A partire dalla sentenza di incompetenza territoriale della Procura di Bari del 2009 che trasferiva a Roma un’indagine, in cui era coinvolto l'imprenditore che già nei primi anni del 2000 aveva rapporti con gli allora dirigenti Consip, come emerge dagli atti di quella inchiesta. Per la procura il cosiddetto sistema Romeo era noto sin dagli anni Novanta, quando l'ex parlamentare Dc Alfredo Vito ha ammesso di avere ricevuto dall'imprenditore 4 miliardi di lire. Secondo i magistrati, si sarebbe trattato di una maxi corruzione in piena epoca tangentopoli.

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