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Minacciato il sindaco di Cesa, la sua casa sotto protezione

Enzo Guida sindaco CesaDa ieri mattina un gazzella dei carabinieri staziona davanti all’abitazione del sindaco di Cesa, Enzo Guida, per proteggere il primo cittadino ed i suoi familiari, dopo il ricevimento di una lettera anonima, pervenuta nella casa comunale, nella quale si facevano palesi ed esplicite minacce sia a lui che ai suoi parenti.  Nella lettera al vaglio degli inquirenti vi è scritto: «Statti accorto, conosciamo te, i tuoi figli, i vostri spostamenti».

Nella missiva,  adesso sequestra per le indagini, gli vengono “contestate”, diverse iniziative che l’amministrazione comunale ha adottato. Tra queste l’acquisto di un campo di calcio dalla parrocchia è la prevista realizzazione di un palazzetto dello sport. 

A Guida, che è sposato con due figli, in queste ore sono arrivati numerosi messaggi di solidarietà, dai suoi compagni del pd, ma anche da parlamentari nazionali, regionali, consiglieri comunali, associazioni e tantissimi cittadini.
Il sindaco ha dichiarato: “Non ho alcuna idea di chi possa essere l’autore della missiva anche perché sono diverse le iniziative per la legalità che abbiamo promosso e sicuramente a qualcuno non stanno bene. So, invece, che da quando abbiamo messo mano al piano regolatore, e destinato a parco agricolo urbano una zona del paese dove sono impiantate le alberate di asprino che intendiamo tutelare e valorizzare, chi aveva immaginato di fare affari di varia natura su quei terreni, ci sarà rimasto male. Chi pensava di  intimorirci si è sbaglia. Ora più che mai, con tanta solidarietà che ci sostiene, andremo avanti fino in fondo. Non c’è spazio per un ritorno al passato”.

Sul piano politico, gli esponenti della maggioranza che sostiene l’amministrazione guidata dall’avvocato cesano si sono più volte incontrate in questi ultimi due giorni. Per il momento non c’è nulla di deciso, ma l’intenzione pare sarebbe quella di indire una seduta di consiglio comunale aperta a tutta la città, per discutere di una vicenda che non rappresenta una novità per il comune dell'Aversano.
Anche Vincenzo De Angelis, sempre del partito democratico, nel settembre del 2010 fu oggetto di minacce. «Sindaco farai la stessa fine», si leggeva nel bigliettino lasciato sulla tomba del padre Gennaro, agente di polizia penitenziaria vittima innocente della camorra, da cui fu ucciso a Cesa.