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Oggi una rapina è finita male in via Casacelle, a Giugliano.
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Aversa: incontro delle commissioni mensa. Spiegate le macchie nere nel purè dei bambini

Si è protratto fino alla tarda serata di martedì l’incontro tra l’amministrazione comunale...
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Sant'Antimo: Rosa Di Domenico scomparsa a 15 anni, arriva un messaggio

Giungono buone nuove sulla scomparsa di Rosa Di Domenico, la quindicenne di Sant'Antimo sp...
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Clan dei Casalesi: ergastolo a Schiavone jr per duplice omicidio

nicola schiavoneIeri è stata confermata la condanna all’ergastolo per Nicola Schiavone, figlio del boss del clan dei casalesi Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, durante il secondo grado del processo per il duplice omicidio di Antonio Salzillo e Clemente Prisco, avvenuti a Cancello ed Arnone il 6 marzo 2009. Una assoluzione e pene ridotte per gli altri imputati del processo.

I giudici della Corte d'Appello di Napoli hanno accolto gran parte delle richieste avanzate dalla Procura della Repubblica partenopea, che ha sempre indicato in Schiavone jr il mandante dell'assassinio di Antonio Salzillo, nipote del fondatore del clan dei Casalesi Antonio Bardellino, ucciso in Brasile nel 1988. Alla base del delitto Salzillo, in esilio per anni dopo la sanguinosa faida interna con la fazione composta dalle famiglie Schiavone e Bidognetti, vi sarebbe secondo gli inquirenti la decisione di quest'ultimo di fare ritorno a Cancello ed Arnone senza l'autorizzazione dei nuovi vertici del gruppo camorristico. A decidere la sua condanna a morte, secondo la ricostruzione accolta dalla Corte, fu proprio Nicola Schiavone, attualmente detenuto in regime di 41 bis nel carcere di L'Aquila. Assolto, invece, Francesco Barbato, condannato all'ergastolo nel processo di primo grado, mentre per uno degli esecutori materiali del duplice omicidio i giudici si sono espressi in favore di una riduzione della pena a 28 anni di carcere in seguito alla confessione spontanea resa dall'imputato nel corso del secondo grado di giudizio. Assolto dall'accusa di omicidio anche Michele Ciervo, condannato all'ergastolo in primo grado: per lui una condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di favoreggiamento.