Le mani del clan dei Casalesi sull'area Pip di Lusciano e sul centro sportivo ad Aversa. Chiesto processo per i fratelli Cesaro

comune LuscianoIl pubblico ministero della Dda ha chiesto il rinvio a giudizio per gli imprenditori e i politici i accusati di aver creato un «sistema» per pilotare l’appalto per la costruzione dell’area industriale di Lusciano e di un centro sportivo ad Aversa, in favore di società collegate alla camorra.

Si tratta dell’inchiesta partita nel 2014 dalle dichiarazioni del pentito Luigi Guida, detto o’drink, quando i pm della procura Antimafia di Napoli, Antonello Ardituro, Giovanni Conzo, Cesare Sirignano e Marco Del Gaudio ordinarono l’arresto di ex politici, funzionari ed ex amministratori del comune di Lusciano, nell’ambito dell'inchiesta sull’assegnazione di appalti ad imprese vicine al clan dei Casalesi, fazione legata a Francesco Bidognetti detto «Cicciotto ‘e mezzanotte».

Richiesta l'archiviazione per Luigi Cesaro, detto "Giggino a purpetta", ex presidente della provincia di Napoli, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta, il cui provvedimento venne demolito prima dal Riesame e poi dalla corte di Cassazione. Stessa richiesta per l'intellettuale luscianese N.T., conosciuto in zona per essere un moralizzatore della politica. Sull’archiviazione definitiva dovrà decidere adesso il gip. Chiesto il processo, invece, per i fratelli di Luigi Cesaro, Aniello e Raffaele e per gli ex sindaci di Lusciano Isidoro Verolla e Francesco Pirozzi.

In particolare l'arresto di Verolla scattò a seguito delle dichiarazioni dei pentiti Luigi Guida e Gaetano Vassalo, i quali avevano raccontato come l’ex sindaco venisse pagato dai clan dei casalesi in cambio dell’assegnazione dei terreni alle ditte indicate dai camorristi. Secondo Vassallo, l’ex primo cittadino avrebbe percepito i soldi da Luigi Cesaro. In questa circostanza, la Dda di Napoli inviò alla Camera dei deputati una richiesta di arresto nei confronti del deputato.

Nel mirino soprattutto un incontro del 2004, nel quale, secondo l’accusa, Cesaro e l’ex boss del clan dei Casalesi Luigi Guida si accordarono per assegnare l’appalto sul Piano di Insediamento Produttivo di Lusciano. Di quell’incontro, parla Gaetano Vassallo che riferì di avere incontrato "Giggino a purpetta" che conosceva molto bene per motivi politici, e subito dopo quell’incontro, di averlo chiamato per nome, in un’altra circostanza, provocando l’imbarazzo dell'ex presidente della provincia di Napoli.