in viaggio con il chierico

L'origine della religione cristiana tra il mito e la storia. Il passaggio dall'ebraismo del Salterio alla Parola dei Vangeli, infatti, viene osservato in un elaborato processo evolutivo, dettato da mutate condizioni storiche ed economiche, susseguenti alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, da parte dei Romani, e alla massiccia diaspora che ne è derivata, determinando un’enorme delusione per la mancata instaurazione del Regno di Dio in terra, con l’attesa del Messia, accompagnata da un’angosciosa ricerca, da parte dei fuoriusciti, Eletti di Dio, di una nuova identità, sia religiosa che politica.

In un naturale cambio generazionale, la esuberanza dei giovani contro l’inalterabilità dei vecchi, alla Religione dei padri sembra succedere quella dei figli che, come da canoni rivoluzionari, respingono il superato rigore dei riti e dei precetti del Tempio, rendendosi disponibili, per di più, a osare qualsiasi trasgressione, fino ad accettare la “contaminazione” con altri modelli religiosi, che culminano nella figura di un Soter, Salvatore, figlio di Dio, che viene offerto come unico capro espiatorio.

Questa nuova cultualità, mettendo fine a tutti i sacrifici di animali, sposta la centralità del culto divino dal Tempio ad ogni singolo individuo, che vive una nuova esperienza religiosa nel semplice ricordo di quel sommo sacrificio, che può praticare in ogni momento e in ogni angolo della terra, nel modo di adattare la sua quotidianità ad altre cadenze di stagioni, in mezzo a tanta diversità di genti, interpretando le sue relazioni sociali, sia da uomo libero che da schiavo, tutte finalizzate alla sua salvezza eterna,  

  Stefano Giacomo Iavazzo