Colletti bianchi alle dipendenze del clan, Nicola Schiavone svuota il sacco

Nicola Schiavone Francesco Schiavone Sandokan

Molti imprenditori collusi, nel corso degli anni, avrebbero collaborato attivamente con il clan dei casalesi, in particolare gli uomini d’affari avrebbero chiesto lavoro e protezione a Francesco «Sandokan» Schiavone e ai suoi familiari, questo è quanto è emerso dai verbali di Nicola Schiavone.

L'appoggio al gruppo camorristico avrebbe garantito a piccoli imprenditori di fare il gran passo, aumentando il tenore di vita grazie a commesse e appalti truccati. Schiavone jr, dopo l'arresto padre - ristretto al 41 bis - per quasi due lustri ha governato la famiglia criminale, fino a quando la scorsa estate ha deciso di collaborare con la giustizia.

Da quanto è emerso il gruppo camorristico sarebbe stato in stretti rapporti anche con gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta “The Queen” sulle connivenze tra camorra, imprenditoria e Pubblica amministrazione. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di un sistema ideato dall’ingegner Guglielmo La Regina (da cui il nome dell’indagine, tradotto in inglese, “The Queen”), che prevedeva che le commissioni chiamate a decidere sulle gare pubbliche fossero composte in base alle “esigenze” di politici e camorristi.

Il processo in corso vede coinvolti ben 45 imputati tra politici, professionisti e funzionari pubblici, intanto  Schiavone jr ha menzionato quattro nomi. Il deposito dei verbali del pentito è avvenuto ieri nel corso dell’udienza preliminare che si sta svolgendo davanti al giudice dell'udienze preliminari, Linda Comella da parte del pm Maurizio Giordano.